il 31 ottobre 1975, Pier Paolo Pasolini è un uomo
sfinito dalla ripresa del suo ultimo film, "Salò
o le 120 giornate di Sodoma", e le polemiche sulla
sua uscita. Ma è comunque un combattente. Nella notte
che segue, viene assassinato a Ostia non lontano da Roma,
pagando il prezzo di una vita e di una produzione ai margini
della società italiana post-fascista del dopo guerra.
È questa tragica storia, riletta attraverso la passione,
che Selim Rauer descrive in questo romanzo. Forte è
nel libro la sensazione di stupore nei confronti di una
società che uccide i suoi poeti. Una narrazione a
metà tra il thriller e l'Avventura intellettuale.
Traduzione di Antonio Veneziani.
L'AUTORE
Selim Rauer è nato a Parigi nel 1978. Autore e regista
teatrale ha messo in scena Genet, Kaltes, Fassbinder. Vive
tra Parigi e Berlino. Questo è il suo primo romanzo.
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