L’immagine della donna come simbolo
del potere, come strumento di piacere, come oggetto del desiderio,
come feticcio erotico.
Immagini vissute come ossessione onirica, se non addirittura
come estasi dei sensi.
Da autentico cultore della figura femminile, l’Autore
s’è trasformato in un meticoloso distillatore
di emozioni, in un infaticabile indagatore di corpi e profumi,
e adesso ci regala il privilegio di accedere alla sua segretissima
collezione privata, di seguirlo in un affascinate viaggio
nell’evoluzione della figura femminile, così
come lo testimoniano le pagine della stampa periodica italiana
lungo due decadi centrali e irripetibili, perché attraversate
da cambiamenti radicali nella società e nel costume
del nostro Paese:
gli anni Sessanta e i Settanta.
E così, sfogliando le copertine di riviste, settimanali
e mensili, Roberto Baldazzini ha selezionato gli sguardi e
i corpi che sono stati i suoi personali feticci nel ventennio
che va dal 1960 al 1979, arrivando a cogliere due punti estremi:
da un lato la seduttività sorridente, rassicurante
delle irraggiungibili dive filo-hollywoodiane degli “ingenui”
anni Sessanta, dall’altro la dimensione casalinga di
quell’immaginario porno-erotico oramai alla portata
di tutti, presenti in ogni casa, che irruppe nelle nostre
vite sul finire degli anni Settanta e che il messaggio televisivo
non ha mai cessato di alimentare.
Roberto Baldazzini
Roberto Baldazzini (Vignola, 1958) pubblica la sua prima storia
a fumetti, su sceneggiatura di Daniele Brolli, nel 1982 sulla
rivista «Orient Express» diretta da Luigi Bernardi.
Si impone con un segno originale e le sue graphic novels vengono
tradotte e pubblicate in volumi in tutta Europa, negli Stati
Uniti e in Sudamerica.
Contemporaneamente inizia a lavorare anche per la pubblicità,
per il design e come illustratore («Vanity», «Marie
Claire»).
Nel 1995 inizia la collaborazione con la rivista «Blue»
sulle cui pagine crea Ginger&Rogers, Casa Howhard, Chiara
Rosenberg (con i testi di Celestino Pes), Aura, Beba.
Nel 1997 crea un’importante campagna pubblicitaria per
la Tim.
Oggi è considerato uno dei disegnatori fetish più
importanti del mondo, amato da Sottsass, da Moebius e da Nanni
Balestrini, Baldazzini ha ampliato le sue esperienze artistiche
dalla pittura, con diverse personali in Italia, in Francia
e negli USA, alle elaborazioni digitali del segno e della
fotografia.
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Raccontare il cambiamento del nostro paese attraverso le
copertine delle riviste.
Ci ha provato il disegnatore e pubblicitario Roberto Baldazzini
che nel libro Sexyrama ha raccolto le prime pagine di alcune
testate che per la prima volta decisero di immortalare senza
veli le principali bellezze dell'epoca:
Brigitte Bardot, Sophia Loren, Margaret Lee e tante altre.
Un fotoracconto che si ferma al 1979.
"Dopo - spiega Baldazzini - è degenerato tutto,
anche la qualità delle foto.
Oggi con i ritocchi di chirurgo e computer l'immagine della
donna è decisamente poco sexy".
(Tratto da "La Repubblica") |